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Click Piccoli fotografi grandi storie, Blog e Instagram

A pochi giorni dalla partenza per l'India per il progetto Click, Piccoli fotografi grandi storie abbiamo attivato un blog e un profilo Instagram per chi volesse seguirci.









Saranno due modi un po' diversi di comunicare, nella natura delle rispettive piattaforme, useremo Instagram per le foto di tutti i giorni, raccontando per immagini e in tempo reale quello che succederà (spediremo compatibilmente con la disponibilità di una connessione wi-fi); il blog invece sarà il nostro diario, racconti e immagini, e cercheremo di aggiornarlo come possibile.


Viaggio in Andalusia in 10 scatti.

Faccio fotografia anche e soprattutto per me stesso, per poter ricordare e rivivere meglio alcune esperienze del passato, ed è per questo che spesso mi perdo nel rivederle.
Naturalmente, e lo dico sempre, al primo posto metto la fotografia di famiglia e le storie di noi stessi che attraversiamo i luoghi (per i viaggi ad esempio).

Oggi, a distanza di 3 anni, ho ripreso in mano alcune delle foto del viaggio fatto nel 2013 in Andalusia, 12 giorni bellissimi attraversando 6 città con i nostri due bambini di 3 e 4 anni.

Il nuovo compitino che mi sono imposto, e che consiglio a tutti di fare periodicamente, è quello di darsi un limite di 10 foto e provare a scremare e impostare la scelta con un criterio specifico che resti coerente nella forma e nei contenuti.


Click, piccoli fotografi grandi storie, un progetto per i bambini della Onlus Namastè in India

A volte basta quel poco di fortuna (che poi così casuale come vorrebbero vendercela non è) per circondarsi delle giuste amicizie con le quali condividere passioni e idee. Nasce così intorno al gruppo Facebook (e alla relativa associazione culturale) Semplicemente Fotografare, l’incontro e l’amicizia tra me, Fabio Campo, Claudine Tissier, Giuseppe Tangorra e Gianluca Polazzo, il team con il quale partiremo per L’India nel Luglio prossimo per realizzare il progetto Click, piccoli fotografi, grandi storie.


Click, piccoli fotografi grandi storie - da sx:
Gianluca Polazzo, Fabio Campo, Claudine Tissier, Renato Greco, Giuseppe Tangorra

Lumix GX1, gallina vecchia...

Questa volta vorrei partire da una riflessione più ampia rispetto all’attuale periodo “digitale”; quella che vede esaurita la curva di crescita tecnologica verticale e un assestamento delle prestazioni degli ultimi anni piuttosto regolare. Mi spiego meglio, molte delle macchine rilasciate negli ultimi 5/6 anni hanno si e no un paio di gradini nella generazione dei sensori e di ciò che gli sta intorno, gradini che possono anche riferirsi a un semplice stop di guadagno in tenuta Iso e qualche rapidità in più nell’operatività (ma nemmeno sempre).
La legge di  mercato vuole rendere obsoleta la tecnologia il più velocemente possibile, in modo da indurre a comprare sempre l’ultima versione e far sembrare superata la precedente, e in fotografia siamo davvero in un momento critico, il mercato è evidentemente dopato.

Dopo questo pippone posso raccontare questa esperienza di “decrescita felice transitoria” che ho fatto; ho preso alla metà del costo di una mediocre compattina una Lumix Gx1, modello di punta di poco tempo fa nel suo range, sensore Panasonic da 16mp meno cattivo del suo omologo Olympus, magari con una tenuta leggermente inferiore agli alti iso, ma non tanto passando dal raw, in compenso con una resa più neutra e naturale.


Olympus XA, l'ovetto di Colombo!

Saltiamo i preliminari, basta googlare per avere specifiche e dati storici su questa macchinetta. Veniamo al sodo (poi basta battute sulle uova, giuro): telemetro, esposizione a priorità di diaframmi, lente 35mm f 2,8, minuscola.

Tra i vari siti quello di Nadir  la descrive ottimamente in tutti i suoi dettagli. 

Io ho già parlato della Olympus Mju II in mio possesso, la sorella più recente della quale sono davvero soddisfatto; ma il controllo del fuoco e dei diaframmi è un plus non da poco per chi si diletta in fotografia, quindi è un altro modo di prendere appunti fotografici. 
Ho girato per mesi con la Mju II sempre nel borsello, e ogni rullo conteneva frammenti di quello che avevo vissuto e scelto di fermare, il tutto sempre con una qualità sorprendente per le dimensioni. Premetto subito che per me la pellicola oggi è solo in Bn, per il colore uso il digitale, per motivi già espressi in altri post e che non starò a ripetere per non tediare.